12 ottobre 2026
Tutorial

Periodo di prova in Svizzera: cosa dice la legge

Due colleghe davanti a uno schermo in un ufficio luminoso, una spiega all’altra.

Il periodo di prova è il momento in cui tutto può ancora finire in una settimana, in un senso o nell’altro. Molti lo vivono come un esame, senza sapere che segue regole precise: una durata legale, un termine di disdetta di sette giorni, una proroga automatica in caso di malattia e protezioni che si applicano solo dopo.

Questa guida spiega cosa prevede il Codice delle obbligazioni (art. 335b CO), cosa possono cambiare il tuo contratto o il CCL, come si calcola il termine di disdetta, in quali casi il periodo di prova si allunga e quali diritti conservi dal primo giorno. Si rivolge ai dipendenti che iniziano un lavoro e ai datori di lavoro che li assumono.

Quanto dura il periodo di prova?

La legge fissa una durata di regola, un massimo, e lascia il resto al contratto:
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Un mese di regola

Se il tuo contratto non dice nulla, «è considerato tempo di prova il primo mese di lavoro» (art. 335b cpv. 1 CO). Non esiste quindi contratto senza periodo di prova, salvo accordo contrario.

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Tre mesi al massimo

Un accordo scritto, un contratto normale di lavoro o un contratto collettivo possono prevedere una durata diversa, «il tempo di prova non può tuttavia superare i tre mesi» (art. 335b cpv. 2 CO). Una clausola più lunga è ridotta a tre mesi. La prova può anche essere abbreviata o esclusa, per iscritto.

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Inizia il giorno in cui inizi

Il Tribunale federale ha stabilito che il periodo di prova decorre dall’inizio effettivo del rapporto di lavoro, non dalla data prevista nel contratto se diversa, e che termina il giorno del mese successivo con lo stesso numero (DTF 144 III 152).

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Il grado di occupazione non cambia nulla

Un mese di prova dura un mese, che tu lavori al 100 % o al 40 %. La durata si conta in tempo trascorso, non in ore lavorate.

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Contratto a tempo determinato: solo se è scritto

Un contratto a tempo determinato non comporta automaticamente un periodo di prova. Va convenuto espressamente, negli stessi limiti, preferibilmente per iscritto.

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Apprendistato: tra uno e tre mesi

Il periodo di prova del contratto di tirocinio non può essere inferiore a un mese né superiore a tre; se non è fissato, è di tre mesi. Può eccezionalmente essere prorogato fino a sei mesi, prima della scadenza, d’intesa tra le parti e con l’approvazione dell’autorità cantonale (art. 344a cpv. 3 e 4 CO).

Primo riflesso alla firma: cercare la clausola «periodo di prova» nel contratto e nel CCL del tuo settore. I tre mesi sono la norma in molti settori, ma non sono la legge.

Il termine di disdetta di sette giorni

Durante il periodo di prova «ciascuna delle parti può disdire il rapporto di lavoro in ogni momento con un preavviso di sette giorni» (art. 335b cpv. 1 CO). Tre cose da ricordare:

  • Sette giorni di calendario, in ogni momento. Il termine inizia il giorno dopo la ricezione della disdetta e termina sette giorni più tardi, qualunque sia il giorno della settimana. Una disdetta ricevuta di lunedì ha effetto la domenica seguente. Non c’è nessuna «fine del mese» da attendere, a differenza del termine di disdetta ordinario.
  • Conta la data di ricezione. Se la disdetta ti arriva durante il periodo di prova, il termine di sette giorni si applica per intero, anche se termina dopo la fine della prova. Se ti arriva dopo, si applica il termine ordinario di un mese per la fine di un mese (art. 335c CO). L’ultimo giorno della prova è quindi decisivo, e ciascuna parte ha interesse a consegnare la disdetta a mano contro firma o per raccomandata, per poter provare la data.
  • Non serve alcun motivo. Né il datore di lavoro né il dipendente devono giustificare la decisione. La parte che riceve la disdetta può però chiederne i motivi per iscritto (art. 335 cpv. 2 CO), e la disdetta non deve essere abusiva (vedi più avanti).

Il contratto o il CCL possono prevedere un termine più corto o più lungo di sette giorni. Verificalo prima di contare.

Proroga: quando il periodo di prova si allunga

La legge prevede una sola causa di proroga, e il Tribunale federale ne ha precisato il calcolo:
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Malattia, infortunio, obbligo legale

«Se, durante il tempo di prova, il lavoro è interrotto per malattia, infortunio o adempimento di un obbligo legale non assunto volontariamente, il tempo di prova è prolungato di un periodo equivalente» (art. 335b cpv. 3 CO). L’obbligo legale tipico è il servizio militare o di protezione civile.

02

La lista è esaustiva

Vacanze, congedo non pagato o congedo di maternità non prorogano il periodo di prova, salvo che le parti lo abbiano convenuto per iscritto (DTF 136 III 562). In quella causa il datore di lavoro aveva contato un congedo non pagato come proroga: la disdetta data poi a una dipendente incinta era tardiva, quindi nulla.

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Si contano giorni di lavoro, non giorni civili

Solo i giorni in cui avresti dovuto lavorare prorogano la prova, e si recuperano su giorni di lavoro. Un’incapacità di domenica non conta, e un fine settimana non serve a recuperare (DTF 148 III 126).

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La proroga può superare i tre mesi

Il tetto di tre mesi riguarda la durata convenuta. Un’assenza per malattia può spostare la fine della prova oltre, e il termine di sette giorni resta applicabile fino alla nuova scadenza.

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Nessuna proroga per semplice accordo

Le parti non possono prorogare una prova in corso oltre il massimo legale, né concatenare due contratti con due periodi di prova per superare i tre mesi. Un nuovo periodo di prova è ammesso solo per un rapporto contrattuale nuovo, per esempio un’assunzione fissa dopo una missione interinale nella stessa azienda (DTF 129 III 124).

Se ti ammali durante la prova, annota i giorni di assenza: da essi si calcola la nuova data di fine, e quindi il termine applicabile a un’eventuale disdetta.

I tuoi diritti durante il periodo di prova

Il periodo di prova riduce le protezioni, ma non le elimina tutte:
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Nessuna protezione contro la disdetta in tempo inopportuno

Il divieto di licenziare durante una malattia, un infortunio, una gravidanza o un servizio militare (art. 336c CO) si applica solo «dopo il tempo di prova». Durante la prova, una disdetta ricevuta mentre sei in malattia è valida.

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La disdetta abusiva resta vietata

L’art. 336 CO si applica dal primo giorno: una disdetta data per la tua nazionalità, religione, orientamento, impegno sindacale o per punirti di aver fatto valere i tuoi diritti è abusiva. L’indennità può arrivare a sei mesi di salario (art. 336a CO). Per chiederla devi fare opposizione per iscritto prima della fine del termine di disdetta, poi agire entro 180 giorni (art. 336b CO).

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Gravidanza: la legge sulla parità protegge

Una disdetta motivata da una gravidanza è una discriminazione in base al sesso, vietata dall’art. 3 LPar, anche durante la prova. I termini sono gli stessi: opposizione scritta entro i sette giorni, azione entro 180 giorni. Chiedi il motivo della disdetta per iscritto.

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Salario in caso di malattia: leggi il contratto

La legge obbliga il datore di lavoro a pagare il salario in caso di malattia solo se il rapporto di lavoro è durato più di tre mesi o è stato stipulato per più di tre mesi (art. 324a cpv. 1 CO). Nei primi mesi il salario dipende quindi dal contratto, dal CCL o da un’assicurazione d’indennità giornaliera. Molti datori di lavoro ne hanno una: verifica.

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Tutto il resto si applica

Salario, vacanze pro rata, ore supplementari, certificato di lavoro: questi diritti nascono dal primo giorno. Chi se ne va dopo tre settimane ha diritto a un certificato di lavoro come chiunque altro.

Una disdetta ricevuta durante la prova si contesta raramente, ma si può contestare. Se il motivo ti sembra legato alla tua salute, alla tua gravidanza o a un reclamo che hai presentato, fatti consigliare prima della fine dei sette giorni.

Dimettersi durante il periodo di prova

Il termine di sette giorni vale in entrambi i sensi: puoi andartene tanto in fretta quanto il datore di lavoro può licenziarti. Prima di farlo, tre punti pratici:

  • La forma. La legge non impone lo scritto, ma il contratto o il CCL possono esigerlo, e dovrai provare la data di ricezione. Consegna la lettera a mano contro firma, o inviala per raccomandata abbastanza presto perché arrivi prima della fine della prova.
  • La disoccupazione. Dimissioni senza motivo valido comportano giorni di sospensione delle indennità, periodo di prova o no. Se il posto davvero non va, documenta il perché prima di andartene: la nostra guida alla disoccupazione dopo le dimissioni spiega cosa si aspetta la cassa.
  • Il posto successivo. Ricomincerai un periodo di prova dal prossimo datore di lavoro. Un periodo di prova serve anche a verificare le tue esigenze: orari, salario, telelavoro, gestione. Meglio averle poste prima di firmare che alla fine del primo mese.

Se è il datore di lavoro a porre fine alla prova, hai diritto alla disoccupazione senza sospensione, a condizione di aver versato contributi per dodici mesi negli ultimi due anni, presso questo datore di lavoro o uno precedente.

Superare il periodo di prova: quattro abitudini utili

Nessuna regola garantisce la conferma. Ma i periodi di prova che finiscono male hanno spesso la stessa causa: aspettative mai formulate. Alcune abitudini che aiutano:

  • Chiedi i criteri fin dalla prima settimana. Cosa, concretamente, farà dire al tuo responsabile che la prova è superata? Se la risposta è vaga, proponi tre obiettivi misurabili.
  • Fissa un punto a metà percorso. Un colloquio di quindici minuti a metà prova permette di correggere prima che sia troppo tardi, e lascia una traccia se poi la disdetta arriva senza spiegazioni.
  • Tieni traccia di ciò che consegni. Compiti svolti, riscontri ricevuti, e-mail di ringraziamento: utile per il colloquio di fine prova e per il certificato di lavoro se le cose vanno male.
  • Fai le tue domande presto. Ciò che ti disturba al giorno dieci ti disturberà al giorno novanta. Parlarne durante la prova costa meno che dimettersi dopo.

Il metodo Licorn: la prova comincia prima del primo giorno

Un periodo di prova fallito costa caro a entrambe le parti. Su Licorn la selezione avviene prima:
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Le tue esigenze sono poste prima del colloquio

Salario, luogo, grado di occupazione, telelavoro: le tue condizioni sono nel tuo profilo, e solo le aziende che le accettano possono contattarti. Meno sorprese alla fine del primo mese.

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Proposte mirate, non candidature

I recruiter vengono da te con un posto preciso. Licorn genera il tuo CV dal tuo profilo, ed è il posto che si adatta ai tuoi criteri, non il contrario.

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Resti visibile durante la prova

Il tuo profilo è invisibile per il tuo datore di lavoro, attuale o nuovo. Se la prova va male, sei già aperto al mercato, senza dover rilanciare nulla.

FAQ

Domande frequenti sul periodo di prova

In sintesi

Un mese di regola, tre al massimo, sette giorni di preavviso in entrambi i sensi, una proroga automatica in caso di malattia o infortunio, e protezioni limitate ma reali: divieto di disdetta abusiva e di discriminazione, salario e vacanze dal primo giorno. Leggi la clausola di prova del tuo contratto, annota la data di fine, e se arriva una disdetta verifica prima in quale giorno ti è stata consegnata.

E perché il periodo di prova confermi una buona scelta invece di ripararne una cattiva, fai la selezione prima di firmare.