Lavoro in telelavoro in Svizzera: cosa dice la legge, cosa chiedono i candidati e come negoziarlo
Su Licorn, l’85 % dei candidati è aperto al telelavoro, il 14 % non ne vuole e solo l’1 % lo esige a tempo pieno (barometro Licorn, 19 ottobre 2026). In Svizzera, l’8,5 % degli occupati lavorava principalmente da casa nel 2025 (UST, Indicatori del mercato del lavoro 2026), e più di un terzo lo fa almeno occasionalmente. Il telelavoro è diventato una condizione d’impiego come le altre, come il salario o il grado di occupazione.
Ma è una condizione senza una legge dedicata: nessun testo dà diritto al telelavoro, e la legge sul lavoro non lo menziona. Questa guida risponde alle domande che un candidato si pone prima di firmare: si può esigere, chi paga la scrivania e la connessione, gli orari sono liberi, cosa succede in caso di infortunio a casa, quali limiti per un frontaliere, e a che punto è la riforma in corso in Parlamento. Poi come negoziarlo all’assunzione.
Il telelavoro in Svizzera in cifre
Cosa chiedono i candidati e cosa mostrano le statistiche federali:
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Candidati Licorn aperti al telelavoro | 85 %; 14 % non desiderano alcun telelavoro; 1 % esige il telelavoro al 100 % | Barometro Licorn, 19 ottobre 2026 |
| Occupati che lavorano principalmente da casa | 8,5 % nel 2025 (uomini 7,9 %, donne 9,2 %); 28,4 % dei 65enni e più, 8,6 % dei 55-64enni | UST, Indicatori del mercato del lavoro 2026 |
| Occupati in home office almeno occasionalmente | 36,9 % nel 2024 (senza apprendisti), quota stabile da tre anni dopo l’aumento della pandemia | Studio AEH per la SECO, agosto 2025, secondo la RIFOS 2024 |
| Tendenza 2020-2025 | Aumento degli orari di lavoro flessibili e del lavoro a domicilio | UST, Indicatori del mercato del lavoro 2026 |
| Soglie per i frontalieri | 49,9 % per le assicurazioni sociali (UE/AELS); 40 % per le imposte con la Francia; 25 % con l’Italia | UFAS, SFI, portale PMI della Confederazione |
Due letture: il telelavoro a tempo pieno resta raro, sia dal lato dei candidati sia da quello dei datori di lavoro, e l’ibrido è diventato la norma negoziata. Le regole che seguono valgono per un giorno come per cinque.
Nessun diritto al telelavoro: una clausola del contratto, e una riforma in corso
Nessuna legge dà diritto al telelavoro
Il luogo di lavoro è fissato dal contratto o, in mancanza, dalle direttive del datore di lavoro, che il lavoratore segue secondo le regole della buona fede (art. 321d CO). La SECO lo ricorda: «La legge sul lavoro (LL) non menziona esplicitamente il telelavoro a domicilio». Un datore di lavoro può quindi rifiutarlo senza motivo, e ritirarlo se nulla è scritto. Fatelo inserire nel contratto o in un’appendice, con il numero di giorni.
Il datore di lavoro non può nemmeno imporlo senza accordo
Lavorare da casa modifica il luogo di esecuzione convenuto. Senza clausola, il datore di lavoro può imporlo solo modificando il contratto, con il vostro accordo o con una disdetta con proposta di modifica. La nostra guida al termine di disdetta spiega questo meccanismo.
Una riforma è in Parlamento
Il progetto 16.484, nato da un’iniziativa parlamentare, vuole allentare la legge sul lavoro per le persone che fissano da sé gran parte del loro tempo di lavoro: fascia giornaliera di 17 ore invece di 14, riposo minimo di 9 ore invece di 11, e un diritto a non essere raggiungibili durante il riposo e la domenica. Il Consiglio federale lo ha sostenuto il 21 maggio 2025 chiedendo che il diritto alla disconnessione valga per tutti i lavoratori, cosa che la commissione del Consiglio nazionale ha seguito il 24 giugno 2025. Il 14 ottobre 2026, la commissione del Consiglio degli Stati lo ha approvato con 7 voti contro 2 sopprimendo il lavoro domenicale, e il plenum lo esamina nella sessione invernale (RTS). Finché non è adottato, si applicano le regole qui sotto.
La legge sul lavoro si applica a casa: orari, riposo, registrazione
45 ore settimanali al massimo per il personale d’ufficio
La durata massima della settimana lavorativa è di 45 ore per il personale d’ufficio, tecnico e di vendita delle grandi aziende, 50 ore per gli altri (art. 9 LL), «anche quando il lavoratore lavora da casa» (opuscolo SECO). Le ore oltre l’orario contrattuale sono straordinarie, maggiorate del 25 % se non compensate (art. 321c CO).
Tra le 6 e le 23, in una fascia di 14 ore
Il lavoro diurno e serale si situa tra le 6 e le 23 e deve stare, per ogni lavoratore, in uno spazio di quattordici ore pause comprese (art. 10 LL). Lavorare di notte, tra le 23 e le 6, è vietato senza autorizzazione (art. 16 LL), e anche la domenica, dal sabato alle 23 alla domenica alle 23 (art. 18 e 19 LL). Rispondere alle e-mail a mezzanotte dal salotto è quindi lavoro notturno ai sensi della legge.
Undici ore di riposo e pause
Il riposo giornaliero tra due giornate deve essere di almeno undici ore, riducibile a otto ore una volta alla settimana se la media di undici ore è rispettata su due settimane (opuscolo SECO). Le pause sono di un quarto d’ora da cinque ore e mezza di lavoro, di mezz’ora da sette ore, di un’ora da nove ore (art. 15 LL). A casa nessuno le impone: annotatele.
Il tempo di lavoro deve essere registrato
La durata del lavoro e del riposo deve essere registrata conformemente alle prescrizioni legali, fatte salve le eccezioni previste dalla legge e dalla sua ordinanza 1 (opuscolo SECO; art. 46 LL). Lo strumento di registrazione dell’azienda vale a domicilio, ed è la vostra prova in caso di controversia sulle ore.
La protezione della salute vale anche a casa
Il datore di lavoro prende tutte le misure necessarie per proteggere la salute dei lavoratori e preservarli dal sovraffaticamento (art. 6 LL; art. 328 CO). La SECO ne deduce un obbligo di informare sull’allestimento ergonomico della postazione a domicilio e il diritto di chiedere informazioni, per esempio foto, in caso di dubbio fondato. Lo studio condotto per la SECO nel 2024 in tredici aziende ha trovato solo un terzo di postazioni a domicilio che soddisfano tutti i criteri ergonomici.
Chi paga il computer, la connessione e la scrivania?
Le spese imposte dal lavoro sono rimborsate
Il datore di lavoro rimborsa al lavoratore tutte le spese imposte dall’esecuzione del lavoro; un accordo che gliele lascia è nullo, ma un forfait è ammesso se copre tutte le spese necessarie (art. 327a CO). La SECO aggiunge che il datore di lavoro è in linea di principio tenuto a dotare i suoi dipendenti degli apparecchi e del materiale necessari e, se usano i propri d’intesa con lui, a indennizzarli in modo adeguato, pur permettendo il CO di convenire un’altra soluzione.
L’affitto: solo se il datore di lavoro non offre una postazione
Nella sentenza 4A_533/2018 del 23 aprile 2019, il Tribunale federale ha confermato un’indennità a un dipendente che usava una stanza della sua abitazione come ufficio e archivio perché nessuna postazione adeguata gli era offerta in azienda: in questo caso, l’infrastruttura a domicilio è necessaria all’attività e rimborsabile ai sensi dell’art. 327a CO, anche se la stanza non è stata affittata a tale scopo. All’opposto, il telelavoro scelto dal dipendente quando una postazione esiste in ufficio non dà diritto a una quota d’affitto. La SECO riassume: le spese sono dovute «quando il lavoratore deve fare telelavoro a domicilio perché in azienda manca (in parte) una postazione di lavoro».
Negoziate un forfait scritto
Un importo mensile per la connessione, l’elettricità e il materiale, iscritto nel contratto, evita la discussione caso per caso. La SECO ricorda che il suo trattamento fiscale, salario imponibile o rimborso spese, si valuta caso per caso secondo il diritto cantonale, come la deduzione di una stanza usata esclusivamente come ufficio.
Il guasto non è a vostro carico
Accordando il telelavoro, il datore di lavoro ne sopporta i rischi: un’interruzione della connessione che vi impedisce di lavorare non vi fa perdere il salario, salvo colpa vostra (opuscolo SECO).
Infortunio a casa, dati aziendali: cosa vi copre e cosa vi si chiede
Un infortunio durante il lavoro a casa è un infortunio professionale
È professionale l’infortunio subito quando il lavoratore esegue lavori per ordine del datore di lavoro o nel suo interesse, o durante un’interruzione del lavoro quando si trova legittimamente sul luogo di lavoro (art. 7 LAINF). Cadere andando a prendere un dossier nella stanza accanto durante una giornata di telelavoro rientra in questa definizione; gli altri infortuni sono non professionali (art. 8 LAINF), coperti se lavorate almeno otto ore settimanali. La nostra guida alla busta paga spiega chi paga questi premi.
I dati aziendali restano sotto la responsabilità dell’azienda
Il titolare del trattamento deve garantire una sicurezza adeguata dei dati personali con misure tecniche e organizzative (art. 7 e 8 LPD). La SECO raccomanda al datore di lavoro di stabilire quali dati sensibili possono essere trattati a domicilio e come, e di regolare con direttiva la perdita o il furto di materiale e dati. Rispondete dei danni causati intenzionalmente o per negligenza: leggete la direttiva prima di portare a casa un dossier.
La sorveglianza ha dei limiti
Il datore di lavoro protegge e rispetta la personalità del lavoratore (art. 328 CO); foto della postazione possono essere chieste in caso di dubbio fondato sul rispetto delle istruzioni di salute (opuscolo SECO), ma non una sorveglianza permanente con telecamera o cattura dello schermo, che la protezione della personalità e della vita privata esclude.
Frontalieri: le soglie da non superare
49,9 % per le assicurazioni sociali
Dal 1° luglio 2023, l’accordo multilaterale sul telelavoro transfrontaliero permette di restare assicurati in Svizzera fino al 49,9 % di telelavoro nello Stato di residenza, su richiesta di un attestato A1 (UFAS). Oltre, i contributi passano al paese di domicilio. Senza questo accordo, la soglia è del 25 % (portale PMI).
40 % per le imposte con la Francia
L’accordo aggiuntivo alla convenzione franco-svizzera, in vigore dal 24 luglio 2025 e applicabile dal 2026, permette fino al 40 % di telelavoro all’anno senza cambiare l’imposizione del salario (SFI). Con l’Italia, il protocollo fissa il 25 % per i nuovi frontalieri.
Cosa negoziare nero su bianco
Il numero di giorni, la tenuta di un conteggio e chi porta la responsabilità del superamento. La nostra guida per assumere un frontaliere illustra le regole per paese, e quella per vivere in Francia e lavorare in Svizzera la quotidianità del frontaliere.
Negoziare il telelavoro all’assunzione: cosa funziona
Giorni fissi piuttosto che una percentuale
Due giorni nominati valgono più di «40 %»: si pianificano, si verificano e si iscrivono nel contratto. Mantenete una clausola di reversibilità ragionevole, con preavviso, piuttosto che un telelavoro «secondo le esigenze del servizio», che non vi garantisce nulla.
Il forfait spese e il materiale
Chiedete chi fornisce il computer, lo schermo e la sedia, e un forfait mensile scritto per la connessione e l’elettricità (art. 327a CO). Se il datore di lavoro non ha posto per voi in ufficio, la quota d’affitto si negozia, giurisprudenza alla mano.
Le fasce di reperibilità
Fissate le ore in cui siete raggiungibili e quelle in cui non lo siete: la legge impone già il riposo di undici ore e vieta la notte e la domenica, e il progetto in Parlamento vuole iscrivere il diritto a non essere raggiungibili. Un datore di lavoro serio accetta di scriverlo.
Il telelavoro nell’annuncio e nel profilo
Un posto pubblicato con il numero di giorni di telelavoro attira i profili che lo cercano; la nostra guida per scrivere un annuncio di lavoro lo raccomanda. Lato candidato, ponetelo come condizione fin dall’inizio piuttosto che all’ultimo colloquio.
Il metodo Licorn: il telelavoro è una condizione posta prima del primo contatto
Il vostro profilo indica il telelavoro desiderato
Telelavoro, salario obiettivo, grado di occupazione, luogo, tipo di contratto: queste condizioni figurano nel vostro profilo, ed è ciò che ha reso possibile il nostro barometro del lavoro. Un recruiter che vi scrive le ha viste.
Le proposte rispettano le vostre condizioni
I recruiter inviano proposte ai profili le cui condizioni corrispondono al posto. Se avete chiesto il telelavoro, la proposta ne tiene conto; non dovete negoziarlo contro il tempo al terzo colloquio.
Restate liberi di dire no
Ogni proposta si legge al vostro ritmo. Un posto al 100 % in presenza non vi è imposto, e scegliete voi a quali proposte rispondere.
Domande frequenti sul lavoro in telelavoro in Svizzera
No. Nessuna legge lo prevede; il luogo di lavoro è una clausola del contratto o una direttiva del datore di lavoro (art. 321d CO). Si ottiene per accordo, preferibilmente scritto, con il numero di giorni. Il progetto 16.484 in corso in Parlamento allenta gli orari delle persone in telelavoro, ma non crea nemmeno un diritto al telelavoro.
Solo se non vi offre una postazione di lavoro adeguata in azienda: il Tribunale federale lo ha confermato nella sentenza 4A_533/2018 del 23 aprile 2019, sulla base dell’art. 327a CO. Se scegliete il telelavoro quando una postazione esiste in ufficio, non c’è diritto a una quota d’affitto. Il materiale e le spese necessarie, invece, sono rimborsati o indennizzati, con un forfait se lo convenite.
La sera fino alle 23 sì, in una fascia giornaliera di quattordici ore (art. 10 LL). La notte, tra le 23 e le 6, e la domenica, dal sabato alle 23 alla domenica alle 23, sono vietate senza autorizzazione (art. 16, 18 e 19 LL), a casa come in ufficio. Il riposo tra due giornate è di almeno undici ore.
Sì. Un infortunio avvenuto eseguendo il vostro lavoro o durante una pausa sul luogo di lavoro è un infortunio professionale (art. 7 LAINF), anche a casa. Gli altri infortuni sono non professionali e coperti da otto ore di lavoro settimanali presso il datore di lavoro (art. 8 LAINF).
Fino al 49,9 % del vostro tempo nel paese di residenza per restare assicurati in Svizzera (accordo multilaterale, UFAS), e fino al 40 % all’anno perché il vostro salario resti tassato come prima con la Francia (accordo aggiuntivo applicabile dal 2026, SFI); 25 % con l’Italia per i nuovi frontalieri. Si impone la più bassa delle soglie applicabili.
Sì, come in ufficio: la durata del lavoro e del riposo deve essere registrata secondo le prescrizioni legali, salvo le eccezioni previste dalla legge sul lavoro e dalla sua ordinanza 1 (opuscolo SECO, art. 46 LL). È anche la vostra prova per le ore straordinarie, maggiorate del 25 % se non compensate (art. 321c CO).
In sintesi
Il telelavoro non è un diritto in Svizzera, ma una clausola da negoziare e da scrivere: giorni fissi, materiale, forfait spese, fasce di reperibilità. Una volta accordato, la legge sul lavoro vi segue a casa: 45 ore al massimo, niente notte né domenica, undici ore di riposo, tempo registrato, salute protetta. Le spese imposte dal lavoro sono rimborsate, l’affitto solo se il datore di lavoro non ha posto per voi. Un infortunio durante il lavoro è coperto, e i frontalieri hanno tre soglie: 49,9 %, 40 % e 25 %.
Su Licorn, il telelavoro desiderato figura nel vostro profilo e le proposte dei recruiter ne tengono conto: l’85 % dei candidati vi è aperto, e la questione si regola prima del primo scambio.
Fonti
- Barometro Licorn del lavoro, edizione del 19 ottobre 2026: 85 % dei candidati aperti al telelavoro, 14 % non ne desiderano, 1 % lo esigono al 100 %
- Ufficio federale di statistica, Indicatori del mercato del lavoro 2026, luglio 2026: l’8,5 % degli occupati lavorava principalmente da casa nel 2025, aumento del lavoro a domicilio 2020-2025 (PDF, in francese)
- AEH per la SECO, Ergonomie im Homeoffice, valutazione della situazione dell’home office nelle aziende svizzere, 31 agosto 2025: 36,9 % degli occupati in home office almeno occasionalmente nel 2024 secondo la RIFOS, un terzo di postazioni a domicilio conformi (PDF, in tedesco)
- Codice delle obbligazioni (RS 220), art. 321c, 321d, 327a e 328
- Legge sul lavoro (LL, RS 822.11), art. 6, 9, 10, 15, 16, 18, 19 e 46
- SECO, telelavoro a domicilio: la legge sul lavoro si applica indipendentemente dal luogo di lavoro, obbligo di proteggere la salute
- SECO, opuscolo Télétravail. Protection de la santé (710.246.f, riedizione 2024): durata del lavoro, riposo, registrazione, spese, dati, assicurazioni sociali all’estero (in francese)
- Tribunale federale, sentenza 4A_533/2018 del 23 aprile 2019, consid. 6.2: indennità per l’uso di una stanza privata come ufficio e archivio in mancanza di una postazione adeguata presso il datore di lavoro (in tedesco)
- Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF, RS 832.20), art. 7 e 8
- Legge federale sulla protezione dei dati (LPD, RS 235.1), art. 7 e 8
- Consiglio federale, comunicato del 21 maggio 2025: parere sul progetto 16.484, fascia di 17 ore, riposo di 9 ore, diritto a non essere raggiungibili per tutti i lavoratori
- Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale, comunicato del 24 giugno 2025: diritto a non essere raggiungibili esteso a tutti i lavoratori, 13 voti contro 11
- RTS, 14 ottobre 2026: la commissione del Consiglio degli Stati approva il progetto con 7 voti contro 2, sopprime il lavoro domenicale, plenum nella sessione invernale (in francese)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, telelavoro transfrontaliero: accordo multilaterale del 1° luglio 2023, 49,9 %, attestato A1 (in francese)
- Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, accordo aggiuntivo Svizzera-Francia: in vigore il 24 luglio 2025, applicabile dal 2026, telelavoro 40 % (in francese)
- Portale PMI della Confederazione, telelavoro dei frontalieri: soglia del 25 %, regole per paese
Sullo stesso tema
Assumere un frontaliere in Svizzera nel 2026: permesso G, procedura, imposta alla fonte, telelavoro e lavoro per i frontalieri
Lavoro part-time in Svizzera: vacanze, ore supplementari, tredicesima, LPP e disoccupazione, cosa dice la legge